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TROPEA
Le origini di Tropea sono sconosciute. Si sviluppò con i normanni e ancor più
con gli aragonesi. Attivissimo centro marinaro, tenne rapporti commerciali con
tutti i paesi del Mediterraneo disponendo di una sua flotta. Al visitatore si
può consigliare la visita della cattedrale. Il tempio risale agli anni
1000-1100, ed è dedicato alla patrona, La Madonna di Romania, all'interno vi
sono opere d'arte risalenti ai secc. XIV-XVI. Presso la chiesa di S. Francesco
di Assisi si può visitare una bella cappella gotica e il portale dell'Oratorio
di S. Domenico. Suggestiva è anche la chiesa di S. Maria dell'Isola che sorge su
di una penisoletta ai piedi della città, visibile dalle balconate del belvedere;
non di meno importanza sono le altre chiese. Da visitare: Chiesa Cattedrale,
Chiesa S. Demetrio, Chiesa S. Annunziata, Chiesa della Michelizia, Cappella del
Monte di Pietà, Chiesa di S. Maria della Sanità, Chiesa del Gesù, Chiesa di S.
Giacomo, Chiesa di S. Maria dell'Isola.Oltre al turismo, di una certa importanza
è l'agricoltura, celebrate per dolcezza e fragranza sono la cipolla e la lattuga
gigante di Tropea. Di ottima qualità sono le produzioni di ulive, uva e di
agrumi. La pesca vi è praticata con buoni risultati, in passato era sviluppata
la raccolta del corallo. Spiagge: del Convento, del Vescovado, dell'Isola Bella,
di S. Leonardo.
CENNI STORICI E CULTURALI
Sorge sopra uno sperone, detto "la rupe" di natura calcarea. Sede vescovile già
nel VI secolo, la trinavata cattedrale normanna è una delle poche chiese di quel
periodo esistenti in Calabria. L'interno, riportato alle forme originali nelgli
anni 1926-1930, è ricco di opere marmoree: i sepolcri della famiglia Galluppi
(uno del 159 e l'altro del 1651) e dei Cazetta del 1530, le statu della Madonna
del popolo (fra Giovannangelo Montorsoli, 1555) e della Madonna della libertà
del primo quarto del '600, e la Natività del messinese Pietro Barbalonga
dell'anno 1600. L'icona (bizantina?) della Madonna della Romania, protrettrice
della città e della diocesi, è collocata nell'abside dietro l'altare maggiore.
In una cappella laterale è posto un Crocefisso nero, scultura lignea di
probabile fattura quattrocentesca. Sotto il portico con archi a sesto acuto, a
lato della cattedrale, sono collocate le statue marmoree dei santi Pietro e
Paolo (se. XIII), della Madonna della Grazia (sec. XVI), dei santi Francesco
d'Assisi e Chiara (sec. XVII). La chiesa dei francescani conventuali, nota col
titolo di San Demetrio per il trasferimento di quella parrocchia alla fine del
'700, è ornata dagli artistici stucchi del nicoterese Santo Solano che li
realizzò nel 1759 per il compenso di duecentoventi ducati della moneta allora
circolante. La comunicante cappella di Santa Margherita avrebbe origini
medioevali. La xhiesa dell'Annunziata, appartenente al convento dei francescani
osservanti, oltre al cinquecentesco gruppo marmoreo dell'Annunciazione sopra
l'altare maggiore presenta il soffitto ligneo dipinto dal napoletano Andrea
Gigante abitante in Monteleone nel 1641 per cento ducati. Ricca di opere
marmoree e pittoriche, ed anche di stucchi, è la chiesa dei gesuiti passata
successivamente ai liguorini che ancora l'officiano. Immersa nel verde di un
folto aranceto è la chiesa della Michelizia, che si tramanda essere stata
costruita per il voto di un ricco mercante di nome Michele Milizia scampato ad
una tempesta che nella notte di un 5 agosto di fine '500 minacciava di
travolgerlo nel mare di fronte Tropea. Nell'interno si ammirano un settecentesco
altare ligneo intagliato e due tele, una raffigurante Sant'Antonio di ignoto
seicentesco e l'altra con la crocifissione dipinta nel 1719 dal pittore locale
Giuseppe Grimaldi. Sopra uno scoglio circondato dal mare è costruita la
chiesa-santuario di Santa Maria dell'Isola. La documentazione della dipendenza
dal monastero benedettino di Montecassino, tuttora in vigore, risale all'anno
1066. La facciata è stata ricostruita in stile litotomico dopo il crollo
provocato dal terremoto dell'8 settembre 1905. La chiesa è meta di pellegrinaggi
in occasione delle solennità mariane del 15 agosto e dell'8 settembre. Sulle
strette e tortuose strade del centro prospettano gli artistici portali dei
palazzi nobiliari sei-settecenteschi, dietro i quali non di rado si intravedono
caratteristici cortili.
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